Esino Lario

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« Hanno belli monti, belli piani, bone fonti, et altre assai particolarità, con sì vago territorio, di sì aeroso sito et ritrovandosi così alto sopra quei monti, copioso de tutto quello fa bisogno al vivere humano. »
(Paride Cattaneo della TorreCronaca dei Torriani e Descritione della Valsassina, 1571)

Esino Lario, (Isen in dialetto esinese – Esin in dialetto lecchese, pronuncia fonetica IPA: /ˈeːziŋ/), è un comune italiano di 760 abitanti della provincia di Lecco, in Lombardia, situato a 12 chilometri da Varenna, nella Val d'Esino, ad una quota di 910 metri d'altezza.

L'origine del nucleo abitativo è documentato da ritrovamenti archeologici. La natura carsica rende inoltre il territorio di Esino Lario ricco di testimonianze dell'orogenesi alpina con fossilimassi erratici e grotte, di cui la più celebre è la Ghiacciaia del Moncodeno. Il territorio comunale fa parte della Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera ed è interamente compreso nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale.

 

Geografia


 

 
 

I nuclei storici di Esino superiore ed Esino inferiore visti dall'alto.

 

Il Comune di Esino Lario si trova nella zona prealpina lombarda; è situato sulle pendici nordorientali della Grigna, a breve distanza dalla sponda orientale del lago di Como, alla testata della piccola valle omonima attigua alla Valsassina. L'abitato è costituito dai due distinti nuclei di Esino superiore e di Esino inferiore, posti ad una quota intorno ai 900 metri; altre località del Comune sono Cainallo, a quasi 1.300 metri di quota, e Ortanella, a poco meno di 1.000 metri di quota.

Il suo territorio è interamente montuoso: la quota minima raggiunta è di 554 metri, mentre la massima giunge ai 2.409 della vetta delle Grigne.[2] La natura calcareo-dolomitica(rocce composte da carbonato di calcio e magnesio) del territorio, comune al resto della zona prealpina lombarda, ha portato alla presenza di importanti zone carsiche all'interno del territorio comunale.

Di particolare rilievo è il Moncodeno, un esteso anfiteatro situato sul versante nord della Grigna settentrionale ad una quota compresa tra i 1.700 e i 2.300 metri,[3] caratterizzato da una presenza di un gran numero di doline (avvallamenti del terreno) e grotte (quasi 500), formate dall'azione combinata del carsismo e dell'esarazione ad opera dei ghiacci che coprivano la zona durante le glaciazioni.[4] In una di queste grotte, chiamata Ghiacciaia del Moncodeno, si trovano depositi di ghiaccio sotterraneo.

Il territorio esinese è inoltre contraddistinto dall'abbondante presenza di depositi fossiliferi marini, conseguenza della storia geologica delle Prealpi (emerse dal mare durante i movimenti tettonici dell'orogenesi alpina nell'era cenozoica). Questi depositi vengono studiati da lungo tempo dai paleontologi; il primo studioso che se ne interessò, nel corso del XIX secolo, fu il geologo e paleontologo lecchese Antonio Stoppani.

 

 

Storia


 

Il territorio

 
Fossili conservati al Museo delle Grigne

L'ultima glaciazione dell'era Quaternaria detta di Würm e iniziata 70mila anni fa investe tutto il territorio lariano e ne modifica profondamente l'aspetto limando i fianchi delle montagne, costruendo fertili terrazzi morenici, lasciando ovunque il segno del suo passaggio con i massi erratici. Il territorio di Esino Lario testimonia l'orogenesi alpina in modo eccezionale con la presenza di fossili, massi erratici e grotte e per questa sua eccezionalità è stato oggetto di studi specifici e approfonditi già a partire dalla seconda metà dell'Ottocento[2].

La presenza dell'uomo, i Celti e i Romani

La presenza dell'uomo nel territorio è documentata fin dal periodo eneolitico[3]. A Esino i ritrovamenti archeologici sono particolarmente consistenti a partire dal V secolo a.C. e mostrano che il territorio era un punto di passaggio di una delle principali vie di comunicazione: quella che seguendo la riva orientale del lago, raggiunge Colico e le valli dell'Adda e dell'Imera; a causa delle strapiombanti rocce fra Mandello e Bellano, da Lierna la strada saliva a Ortanella (attualmente frazione di Esino) per scendere poi a Vezio e a Bellano. Tale è la ragione della remota importanza di Esino. Col tempo numerosissime strade minori intersecano, per ragioni economiche, il territorio. I ritrovamenti archeologici testimoniano di numerose tombe e necropoli celtiche a Esino Lario. Il territorio rappresentava un punto strategico con distaccamenti di guerrieri-pastori. Solamente sotto Augusto vennero sottomessi all'Impero Romano i popoli interni delle Alpi. Per difendersi dalle scorrerie dei barbari, i romani apprestarono linee protettive di capisaldi che comunicavano tra loro con fuochi notturni e con fumate diurne. Il castello di Esino – di cui oggi resta una torre – era uno dei punti fortificati inserito in una catena difensiva. Altri reperti archeologici con tombe di inumati documentano il periodo. Si ritiene che in quei tempi sia sorta la primitiva chiesetta castrense di S. Vittore Martire[4].

I Longobardi

Caduto l'impero, dopo le dominazioni degli Eruli di Odoacre e dei Goti di Teodorico, i Bizantini conquistarono l'Italia con una guerra lunga e disastrosa. Subito dopo i Longobardicalarono dai passi del Friuli e nel 569 conquistarono Milano. Un contingente Bizantino, al comando del magister militum Francione, si arroccò sul Lario, nella speranza di una riscossa contro i Longobardi. Per 20 anni resistette, evitando ai territori del Lario le grandi rappresaglie seguite alla morte del re Alboino e accogliendo ricchi profughi romani. Alla fine Francione dovette riparare nell'isola Comacina e, dopo sei mesi di assedio, arrendersi. Conquistato il territorio, il re longobardo Autari vi pose molti centri militari di Arimanniper guardare i confini verso i Franchi di Austrasia. L'azione congiunta di questi e dei Bizantini, obbligò Autari a riparare a Pavia, dove morì. La consorte, Teodolinda, sposò allora Agilulfo che ricacciò i nemici e sottomise i duchi traditori. La regina Teodolinda cerca di condurre il suo popolo, ariano, al cattolicesimo e fa costruire chiese dedicate a santi anti-ariani nei centri allemannici. Molte ne sorgono nel territorio del Lario, tra le quali probabilmente anche San Pietro di Ortanella.[5]. I Longobardi lasciarono che le popolazioni locali continuassero a lavorare la terra direttamente, pretendendo, quale tributo, la terza parte dei prodotti che venivano incamerati nelle "sale". Ai margini dei due abitati di Esino il nome ancora vivo di "sal" indica i punti di raccolta, così come "gagg" indica il bosco che dava legname agli Allemanni.

Il Comitato di Lecco

Carolingi, seguiti nel dominio ai Longobardi, non mutarono l'ordinamento di questi, sostituendo solo i duchi sconfitti con conti franchi. Il feudalesimo raggiunse le sue forme più caratteristiche: semi deserte le città, insicure le strade, i castelli con le loro "corti" divennero i punti di dominio. Mentre ad esse erano adibiti i servi della gleba, le antiche popolazioni dei villaggi continuano a vivere sul proprio territorio mantenendo i vasti beni comuni e versando la "tertia". Nella seconda metà del nono secolo troviamo Lecco a capo di un comitato e quindi di una marca di confine. Si erano frattanto formate le Pievi Ecclesiastiche; e Esino appartenne a quella di Varenna. Seguì il fosco periodo di lotta tra i re italici di origine franca. In quegli anni il territorio era predato dagli Ungheri e vengono infittite le torri di protezione anche nel Lario orientale. Alla fine gli Ungheri sono sgominati dall'imperatore Ottone il Grande, che, poi, adotta la politica di concedere ai vescovi i feudi, per eliminare l'ereditarietà, il che fu germe della lotta col Papa per le investiture.

L'Arcivescovo Signore

Morto senza eredi, Ottone, ultimo conte di Lecco, il Comitato si trova sotto il dominio dell'Arcivescovo di Milano. Il Presule, per meglio governare gli ormai immensi possessi, ne subinfeuda parecchi. Mentre il Castello di Lecco viene tenuto in amministrazione diretta, la Valsassina, Esino e Perledo vengono subinfeudati alla famiglia Della Torre, con sede in Primaluna. Nel primo secolo di questo millennio, in Milano si manifestarono contro il clero simoniaco e concubino le azioni popolari della "patalia", con ripercussioni anche nelle terre della Valsassina. Si andarono, frattanto, delineando i primi urti per la preminenza fra le varie città. Fra il 1117 e il 1127 vi fu una guerra decennale, per terra e per lago, fra Milano e Como che giunse ad investire anche la Valsassina. Il conflitto si concluse con la distruzione della città lariana.

I Liberi Comuni

Verso la fine del XII secolo, con il rafforzarsi delle classi produttrici si sviluppano i liberi comuni. Si costituisce la Comunità Generale della Valsassina, a cui Esino appartiene. Essa detta i suoi statuti, derivandoli dalle antiche consuetudini[6] Ogni villaggio viene amministrato dalla propria Vicinanza, formata dai capi-famiglia: ad Esino vi appartengono sovente anche delle donne. Un rappresentante unico dei due Comuni, inferiore e superiore, fa poi parte del Consiglio della Comunità Generale che aveva sede in Introbio. Ivi, nel palazzo del pretorio, veniva amministrata la giustizia civile criminale, inizialmente dai Consoli, più tardi da un podestà.

Guelfi e Ghibellini

Dopo la distruzione di Milano ad opera del Barbarossa, l'isola Comacina, a lei fedele, viene rasa al suolo dai comaschi: gli abitanti si rifugiano a Varenna e nella valle di Esino. Battuto l'Imperatore a Legnano, dopo non molti anni Federico II cerca la rivalsa e, a sua volta, sconfigge i milanesi nella battaglia di Cortenuova. Corse in loro aiuto Pagano della Torre, che li ripara nei propri possedimenti nelle montagne della Valsassina. Per riconoscenza, Pagano viene in seguito eletto Capitano del popolo di Milano e comincia così l'ascesa della sua famiglia, guelfa, che incontra la violenta opposizione dei Visconti ghibellini. La lotta di parte sconvolge per un secolo l'intero territorio e dà luogo a violente faide. I Della Torre, a cui il Lario orientale è alleato, vengono alla fine sopraffatti con il tradimento, e si instaura la Signoria Viscontea.

La Signoria (La guerra contro Venezia)

Nella prima metà del Quattrocento la politica di espansione di Venezia conduce a urti armati con Milano e il territorio del Lario Orientale ne è largamente interessato. Anche quando, morto l'ultimo Visconti, il ducato passa agli Sforza, la lotta continua. Mentre nella Valsassina, caduta per tradimento la Rocca di Baiedo, cade in mano veneziana, Esino e la Muggiasca si mantengono fedeli a Milano, respingendo, il 22 gennaio 1453, un poderoso assalto dei nemici che volevano raggiungere la riviera del lago. La guerra si conclude nel 1454, dopo la riconquista della Rocca di Baiedo con il trattato di Lodi, a cui seguirono 50 anni di pace, durante i quali l'economia fiorisce e raggiunge grande sviluppo la produzione del ferro, cavato nell'Alto Varrone. Esino faceva parte della squadra dei monti, fornendo carbone tratto dal legname dei suoi boschi per i forni fusori della Valsassina.

La dominazione Spagnola

 
Atto privato, Esino Inferiore, 1697. Archivio Pietro Pensa.

Nei primi decenni del secolo XVI, il Lario orientale è corso dagli eserciti impegnati nella contesa tra Francia e Spagna. Un avventuriero, Gian Giacomo Medici, detto il Meneghino, tenta di costituirsi un principato sul Lario e con una flotta tiene a lungo in scacco le forze di Francesco II Sforza. Bellano viene saccheggiata e imperversa la carestia in ogni villaggio. Morto senza eredi il duca, il milanese passa agli spagnoli nel 1535. Seguono due secoli di progressivo decadimento: le carte valsassinesi e di Esino rivelano miseria, soprusi, ruberie e ingiustizie. L'unico bagliore di luce sono le due visite pastorali del Carlo Borromeo: S.Carlo sale a Esino nel 1565 e nel 1582; di lui si tramanda ancora il ricordo. La peste del 1630 miete molte vittime in Valsassina; cinquanta nella sola Esino. Lungo il restante del secolo, poi, è un continuo stillicidio di morte per stenti e per fame. Nella seconda metà del 1600, nonostante gli antichi privilegi, la Valsassina diviene feudo camerale e, sempre osteggiati, per un secolo i conti Monti riscuotono le gabelle.

L'Austria

 
Grida, Esino, 1748. Archivio Pietro Pensa.

Il passaggio della Lombardia all'Austria, avvenuto agli inizi del 1700, riporta l'ordine: a poco a poco il territorio si riprende anche economicamente, raggiungendo, nella seconda metà del secolo, grazie al governo di Maria Teresa e dei suoi successori, un discreto benessere. Aiuti e provvidenze fanno rifiorire l'arte del ferro; la coltura del baco da seta viene incrementata. L'Imperatrice pone a capo delle Amministrazioni locali i primi Deputati dell'Estimo, ossia i maggiori possessori. Il notevole benessere vigente sopisce a ogni reazione. Anche la Rivoluzione francese viene accolta con freddezza. Gli avvenimenti che seguono sconvolgono l'antico ordine di cose: gli statuti ereditati dai tempi comunali scompaiono e, al ritorno definitivo degli austriaci, dopo vari mutamenti, la Valsassina, divenuta parte del Lombardo-Veneto, perde completamente la sua autonomia. Benché gli austriaci continuino a governare con saggezza e realizzino opere pubbliche di grande importanza, quali la strada della Riviera e la sistemazione del corso dell'Adda, i semi rivoluzionari cominciano a dare i loro frutti e si va a poco a poco creando una sorda ostilità contro lo straniero. A formare tale stato d'animo concorre il crollo dell'industria ferriera, che non poteva ormai più reggere a quella d'oltralpe, avvantaggiata dall'impiego del carbone minerale e da più ricche ed agevoli miniere.

Il Risorgimento

Pur piccolo comune e allora assai povero, Esino partecipa ai movimenti risorgimentali. Avuta notizia della rivolta di Milano del 1848, un gruppo di animosi, dopo essersi fatto benedire dal parroco, scende a Lecco e si unisce ai volontari di quel borgo per correre in aiuto dei milanesi impegnati nelle cinque giornate. Al ritorno degli austriaci, i più accesi vengono trattenuti per qualche tempo in prigione a Bellano. Intorno al 1859 si costituisce la Guardia Nazionale Italiana con armi, uniformi e banda musicale. Pietro Pensa, giovane studente, partecipa come volontario alle campagne di Sicilia e di Napoli e viene decorato di medaglia di bronzo. Purtroppo, i primi 50 anni del regno d'Italia segnano per tutto il territorio tempi assai duri. La legna non più richiesta per il carbone necessario ai forni fusori, può solo essere venduta lontano e veniva rizzata a lago, con tremende fatiche, per essere imbarcata e condotta a Lecco. Il suo valore era irrisorio. Non molto più felice era la vicina Valsassina: ogni paese si chiude in una miserabile autarchia, e l'antico spirito comunitario lascia luogo a diffidenze e a contese continue per pochi metri di confine. La subglaciazione in corso, riducendo i coltivi, e l'aumento demografico spingono presto all'emigrazione. A gruppi di tre, quattro persone per volta si parte per l'America del Sud, poi per la California: qualche centinaio di esinesi si trasferisce così, definitivamente, nel nuovo continente. Nonostante tale decadenza, alcune opere vengono realizzate: vennero ben acciottolate le strade verso il lago e verso la montagna, per una lunghezza di una ventina di chilometri; alla fine del secolo e nel 1903 vengono anche costruiti due acquedotti per le pubbliche fontane del paese. Fatto importante: la cura dei bambini non cessa mai; asili e scuole continuarono a funzionare, perpetuando una gloriosa tradizione di Esino, che dalla fine del 1500, con una scuola gestita, grazie a lasciti, dal Comune e condotta dal Parroco, vince, esempio unico più che raro, l'analfabetismo.

034 Donna che porta il fieno e uomo con rastrello.jpg001 Vecchia mulattiera per l'Alpe - Ponte di Vigna - Uomo con mulo traina fascine di legno.jpg 014 Frazione Portone - Slitta con tronchi.jpg002 Donne filano la lana - da sinistra Mam Paola, , Mam Maurina.jpg

 

 

Le due Guerre (il Comune di Esino Lario)

 
Panorama dal piazzale della chiesa verso il Lago di Como.

I caduti di Esino nella Prima guerra mondiale sono 23, 125 i combattenti, di cui 7 decorati al valore con quattro medaglie d'argento e tre di bronzo. Dopo la guerra, un'importante opera dà avvio alla trasformazione dell'economia locale da silvo-pastorale a turistica: viene aperta la carrozzabile Varenna-Perledo-Esino inaugurata nel 1925. La riunione dei due Comuni, inferiore e superiore, che nel 1927 formano il nuovo comune di Esino Lario, con l'unificazione delle scuole segna l'inizio di un'ascesa che non ha paragoni. Nel 1927 viene costruito il primo acquedotto per dare acqua alle abitazioni, nel 1930 l'attuale cimitero. La seconda guerra mondiale dà una battuta d'arresto. Numerosi sono i combattenti e sei i caduti. La guerra partigiana coinvolge il paese ed è preziosa l'opera del Parroco Don Giovanni Battista Rocca e degli amministratori civici, per benessere del paese. Nel 1958 viene allargata e pavimentata la carrozzabile dal lago, nel 1957 viene aperta la strada per la frazione di Ortanella, nel 1959 quella per la frazione di Cainallo, nel 1969 viene realizzata la congiunzione con la Valsassina. Dopo successivi potenziamenti dell'acquedotto effettuati dal 1950 al 1967, nel 1975 viene inaugurato il grande acquedotto della Valsassina. Nel 1970 viene inaugurata da nuova scuola intitolata allo scultore ospite ad Esino Michele VEdani, nel 1974 sistemato il primo depuratore per fogna, nel 1975 rinnovato il Municipio. Aumenta la capacità ricettiva del paese grazie ad investimenti della popolazione locale e vedono avviate attività artigianali.

Galleria fotografica

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Il comune di Esino Lario venne creato nel 1927 dalla fusione dei comuni di Esino Inferiore ed Esino Superiore[5].

Monumenti e luoghi d’interesse

 

Architetture religiose

 
 
La chiesa di San Vittore Martire
 
La Via Crucis opera di Michele Vedani
  • Chiesa Parrocchiale di S. Vittore Martire sul Castello[6]. La Parrocchia di San Vittore risale al XV secolo e fa parte della Diocesi di Milano. Fin dal XIII secolo la chiesa è alle dipendenze della Pieve di Varenna, forse all'inizio del XIV secolo passa alla Pieve di Perledo e poi si stacca inforno al XV secolo, risultando costituita nel 1455. Nel XIX e XX secolo la parrocchia di Esino è inclusa nella pieve e nel vicariato foraneo di Perledo fino al 1971 quando viene attribuita al decanato dell'Alto Lario nella zona pastorale III di Lecco[7]. Nel 1552 viene istituita canonicamente la Confraternita del Santissimo Sacramento e nel 1662 la Confraternita del Sacro Rosario che nel 1722 verranno unite dall’arcivescovo Benedetto Erba Odescalchi[8].
  • Chiesa di San Pietro in Ortanella. Un sito caratterizzato da un elevato interesse storico e archeologico[9].
  • Oratorio di San Nicolao vescovo della confraternita del Santissimo Sacramento. Sacrario dei caduti con i resti dei caduti della prima e secondo guerra mondiale.
  • Chiesa sussidiaria di S. Giovanni Battista in Esino Inferiore
  • Chiesa sussidiaria di S. Antonio Abate in Esino Superiore
  • Chiesa di Cainallo
  • Cappella della Madonna delle Pianche in località Pscenche sull'antica strada Esino Inferiore - Varenna
  • Cappella del Crocefisso in località Crocefis sull'antica strada Esino Superiore - Perledo
  • Cappella di San Grato Vescovo in località Sen Graa in fraz. Bigallo sulla strada nuova per Ortanella
  • Cappella della Madonna della Neve in località Aguei
  • Via Crucis di Michele Vedani.
  • Gisöl di Fat ( cappelletta ) località Pozzal Vec a Ortanella - affresco con Crocefissione

Architetture civili

 
Villa Clotilde
  • Villaggio Riva.
  • Villa Gilera.
  • Villa Luzzani.
  • Villa Clotilde.
  • Villa delle Marcelline.
  • Villa Confalonieri
  • Villa Gigi
  • Baita "Minuccia" (Mino Fiocchi) con la Madonna dei Ciclamini di Michele Vedani.
  • Lavatoi e Poz de Sen Carlo (Lavatoio e Pozzo di San Carlo) , antico lavatoio e fontanile per l'abbeverata ad Esino Inferiore in località Canal all'inizio del' antica strada per Bigallo e l'Alpe di Esino
  • Lavatoi nöf (Lavatoio nuovo), lavatoio pubblico dei primi '900 ad Esino Inferiore all'inizio dell'antica strada per Ortanella.
  • Pozz de Sen Gioan (Pozzo di San Giovanni), fontanile per l'abbeverata ad Esino Inferiore sull'antica strada per Varenna.
  • La Fesè, fontana comunale ad Esino Superiore con mosaico raffigurante Gesù con la Samaritana.

Architetture militari

 
La torre romana di Esino Lario
  • Torre di Esino[10].

Siti archeologici

Nel territorio comunale sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici conservati presso il Museo delle Grigne di Esino e nel Museo archeologico di Varese.

Aree naturali

 
La ghiacciaia del Moncodeno

Il territorio comunale di Esino Lario è interamente compreso nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale, di cui è una delle sedi. La particolare posizione del nucleo abitativo alle pendici settentrionali della Grigna conferisce al comune una posizione di grande interesse paesaggistico, tanto da farlo conoscere come "La Perla delle Grigne". Il comune si raggiunge attraverso due vie panoramiche, una che dal Lago di Como sale da Varenna attraverso Perledo e l'altra che dalla Valsassina attraversa Cortenova e Parlasco. L'intero territorio comunale è caratterizzato da una grotte.

  • Ghiacciaia del Moncodeno
  • Grotta di Cainallo
  • Canova
  • Massi erratici: Trovante della diga.[11]

 

 

Società


 

Evoluzione demografica

Comune di Esino Superiore

Abitanti censiti[12] 

Tradizioni e folclore

La paura dell’ignoto, le credenze religiose, la natura difficile dei luoghi hanno prodotto, nei tempi passati, storie e leggende da raccontare nelle lunghe sere d’inverno: lo scopo educativo e morale risulta evidente e le presenze demoniache sollecitano il buon comportamento[13].

La Cavrè Sbàgiolè

 
La Cavra Sbàgiola

La Cavrè Sbàgiolè è un animale notturno, mezzo uccello e mezza capra, che usciva di notte dalle caverne emettendo un cupo belato misto a voce umana e cercava di entrare nelle camere dove dormiva la gente non in regola con la coscienza. Tanta ne era la paura che le finestre delle case erano costruite molto piccole e per di più sbarrate da una croce di ferro murata[14].

Pésegh adòss...

 
Pésegh adòss...

Pésegh adòss... è la storia di un pastorello salvato dal diavolo con panni filati in tempo benedetto. La storia racconta che un pastorello portava ogni mattina le capre nella valle grande, non era un ragazzo cattivo ma aveva il difetto di non ascoltare i consigli dei genitori: il padre gli raccomandava di non abbandonare mai il branco perché era facile smarrire qualche animale nelle forre del monte; la madre, poveretta, nel dargli un indumento benedetto per guardarlo dal malanno, gli raccomandava di non disubbidire e a pregare la Madonna perché lo proteggesse. Il ragazzo. però, appena poteva, lasciava in custodia al cane il piccolo gregge e correva a giocare con i compagni nell’alpe più vicina. Un giorno di settembre, ritornando verso sera a radunar le capre, ebbe la sorpresa di trovar mancante la più bella. Atterrito al pensiero della punizione, il poveretto riportò il branco nella stalla del paese e tornò di corsa sulla montagna; era già buio e lui vagava per i burroni lanciando il suo richiamo. Finalmente dal fondo di un dirupo gli giunse il belato della capretta. Aggrappandosi alle rocce, la raggiunse e se la mise sulle spalle. Mentre risaliva con gran fatica, una voce profonda e cavernosa giunse dall’altro versante della valle "Pésegh adòss!" (pesagli addosso). Al che la capretta belò lamentosa: "No poss, no poss! Al gh’a la vestè filadè nel Tempur adòss!" (non posso, non posso! ha una mantella benedetta addosso!). Il pastorello comprese di avere sulle spalle il diavolo incarnato e che lo salvavano i panni filati dalla madre in tempo benedetto. Gettò il capretto, e a gran corsa, piangendo di paura, scese al paese. Prima di giungervi, incontrò i genitori che, in grande apprensione, erano usciti a cercarlo; con loro era la capretta smarrita, trovata mentre da sola tornava all’ovile. Raccontavano che da allora il pastorello seguì i consigli del padre e della madre; e il suo caso era additato a tutti come esempio ammonitore[15].

La cascè selvàdeghè

 
La cascè selvàdeghè

La caccia selvatica era fantasia, forse di remotissima origine pagana, accolta dai sacerdoti i quali affermavano trattarsi dei cacciatori che nei giorni di domenica avevano trasgredito agli obblighi religiosi e dopo morti erano stati condannati a vagare senza pace nei luoghi del loro peccato, una cavalcata orrenda di spiriti dannati che si levava improvvisa nelle notti senza luna, percorrendo in fulminea corsa i sentieri, scavalcando d’un balzo torrenti e valloni sino a perdersi lontano, nelle forre dei monti più alti; uno scalpitar di destrieri, guaire di cani, urla di mostri, grida d’angoscia rompevano allora il silenzio delle valli.

A questa leggenda, che si raccontava sottovoce per non evocarla, erano legati lugubri racconti minori. Si favoleggiava che la caccia selvatica si avvicinasse sovente alle cascine montane dove qualcuno teneva la mandria: chi vi stava si chiudeva allora al riparo e dicono che udisse voci umane con lugubri accenti sfidare Iddio, profetando sventure agli uomini, mentre terribili segni rimanevano di quella sinistra presenza.

Una volta, udendo passare la famosa “caccia”, una donna per la curiosità, nonostante che gli altri la dissuadessero, si era affacciata alla porta gridando: “Casciadòr da la bonè cascè demm un po’ da la vosè fugascè!” (Cacciatori della buona caccia datemi un po’ della vostra focaccia!). Apparvero allora, appese alla porta, membra umane sanguinanti; fu necessario chiamare il sacerdote che, benedicendole, le fece scomparire. La donna, tuttavia, morì di spavento e tutti i capelli le erano diventati bianchi[16].

Istituzioni, enti e associazioni

  • Parrocchia di San Vittore Martire in Esino
  • Associazione Consorzio della Patata Bianca di Esino
  • Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus
  • Associazione Soccorso Val d’Esino
  • Associazione Esino 2000 Onlus
  • AVIS Sezione di Esino Lario
  • Corpo Musicale San Vittore
  • CAI Val d’Esino, Sottosezione di Premana del Club Alpino Italiano
  • Associazione Nazionale Alpini - Gruppo Esino Lario
  • Gruppo delle maestre di Esino Lario
  • Nucleo Antincendio di Esino Lario
  • Polisportiva di Esino Lario
  • ProLoco di Esino Lario
  • Sezione Cacciatori di Esino Lario
  • Circolo ENAL di Esino Lario.

Qualità della vita

 
Uno dei loghi a misura di bambino realizzati per Esino Lario.

A partire dal 2009 l'Ecomuseo delle Grigne in collaborazione con il comune di Esino Lario e degli esercenti del territorio avviano il programma Esino Lario a misura di bambino. Vengono ristrutturati e potenziati cinque parchi giochi e viene introdotta una segnaletica per indicare i servizi a misura di bambino disponibili presso spazi comunali ed esercenti[17]. Vengono poi realizzate serie di itinerari, opere d'arte, laboratori e interventi urbani, sempre con una particolare attenzione rivolta a bambini e famiglie[18]. Tra questi l'itinerario dei celti con grandi personaggi realizzati da Paolo Boncompagni, curve di livello e viabilità di Salottobuono, le panchine raccontastorie e il gioco da tavolo Esino è un paese in discesa di TooA Francesca Cogni e Donatello De Mattia e la serie di laboratori e opere realizzate da Mao Fusina, Impossible Sites dans la rue e Giuditta Nelli, Narrare un monumento di TooA Francesca Cogni e Donatello De Mattia.

Cultura

Villa Clotilde è un edificio di proprietà comunale centro culturale di Esino. L'edificio ospita l'ufficio turistico, la biblioteca civica, l'Archivio Pietro Pensa con la biblioteca specialistica di storia locale, la sede dell'Ecomuseo delle Grigne, parte della collezione del Museo delle Grigne[19] e alcune opere d'arte contemporanea[20]. La villa è stata anche sede per alcuni anni della riaperta scuola di arazzi di Esino Lario.

Biblioteche

Biblioteca civica

La biblioteca comunale dal 2008 ha sede a Villa Clotilde di Via Montefiori 19. La biblioteca nasce su iniziativa di volontari e dal 2010 è punto prestito del sistema bibliotecario della Provincia di Lecco. La biblioteca specialistica di storia locale – che è costituita dal fondo librario dell'Archivio Pietro Pensa – è collocata nello stesso edificio e aperta al pubblico per la sola consultazione.

Archivio Pietro Pensa e biblioteca specialistica di storia locale

L'Archivio Pietro Pensa[21] è un archivio privato con sede a Villa Clotilde e gestito dall'Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus. L'archivio conserva documenti antichi (XIV-XX secolo) e la documentazione di studio dell'ingegnere, amministratore e storico locale Pietro Pensa. All'interno dell'archivio vi sono 182 pergamene, documenti dei territori di Valsassina, Esino Lario, Lario e Valtellina, i fondi Serbelloni Sfondrati, Orlandi, Guastalla, Arrigoni e Gandola e fondi librario, fotografico e microfilm. Dal 2006 l'archivio ha il sito Archivio Digitale Pietro Pensa che pubblica documentazione sul territorio del Bacino dell'Adda e ospita il Centro di documentazione e informazione dell'Ecomuseo delle Grigne[22]. Dal 2007 l'archivio è promotore della collana di pubblicazioni "Gli Statuti della Provincia di Lecco" e di opere d'arte realizzate a partire dai suoi documenti.

A partire dal 2006 tutta la documentazione dell'Archivio Pietro Pensa, dell'Associazione Amici del Museo delle Grigne e – successivamente a partire dal 2008 anno della sua istituzione – tutta la documentazione dell'Ecomuseo delle Grigne viene rilasciata con la licenza Creative Commons attribuzione condividi allo stesso modo 3.0.

Musei

Museo delle Grigne

Il Museo delle Grigne di Esino Lario[23] è il primo museo locale della Provincia di Como, nato negli anni Trenta ad opera dell'allora parroco Don Giovanni Battista Rocca con lo scopo di far conoscere al pubblico le peculiarità del territorio[24]. Il museo conserva e testimonia l’evoluzione dell’uomo e del suo ambiente dalle sue origini sino ad oggi. Per questo motivo le raccolte sono organizzate in tre distinte sezioni, collegate dalla logica della territorialità, dedicate alla geologia, allo studio della flora e della fauna ed alla storia locale. Il Museo delle Grigne si propone di recuperare la cultura locale, di far conoscere ai visitatori il ruolo storico e geologico del territorio e di mantenere viva nella memoria della popolazione residente le proprie origini, tradizioni, cultura. Il museo da parte del Sistema museale della Provincia di Lecco[25].

Ecomuseo delle Grigne

 
Gioco da tavolo Esino è un paese in discesa, TooA, 2010.

L'Ecomuseo delle Grigne[26] è un ecomuseo comunale costituito nel 2008 su iniziativa dell'Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus (ente gestore) e del Comune, e riconosciuto dalla Regione Lombardia nel 2009. L'Ecomuseo delle Grigne valorizza il rapporto tra l'uomo e la montagna e coinvolge comunità, associazioni ed esercenti. Nel 2009 l'ecomuseo avvia un programma "a misura di bambino" per trasformare l'intero territorio con servizi dedicati alle famiglie[27].

Media

Vi sono diversi periodici prodotti a Esino Lario. "Le terre di Perledo e di Esino" viene pubblicato nel 1925. Il periodico "ll Castello di Esino Lario: Periodico di vita religiosa e civica" nel 1966-1967; "Museovivo delle Grigne. Isen: storie di Cres e di Psciac" viene pubblicato nel --- e nel --- dall'Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus; "Quaderni di storia Esinese" è una serie di fascicoli realizzati da Valerio Ricciardelli[28]. Il Parco Regionale della Grigna Settentrionale con la Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera hanno un ruolo centrale nel produrre documentazione su flora, fauna e ambiente di Esino. È importante menzionare anche la produzione cartografica, con una cartina anche della toponomastica locale realizzata dal CAI sezione di Esino Lario e dall'Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus nel 2008. L'Archivio Pietro Pensa è promotore di una collana di pubblicazioni.

Arte

Scuola degli Arazzi di Esino Lario

La Scuola degli Arazzi di Esino Lario è una scuola creata dal parroco Giovanni Battista Rocca nel 1938 e che operò fino al 1962. Il parroco progetta e brevetta il fuso e la macchina Rocca e un telaio più semplice che viene dato in uso per filare per conto terzo. Inizialmente le opere realizzate sono semplici e poi vengono realizzati arazzi su bozzetti di artisti famosi. Opere realizzate dalla scuola di arazzeria sono stati premiati dalla Triennale di Milano[29].

Committenza di opere d'arte contemporanea

A partire dal 2007 l'Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus avvia la produzione di opere d'arte contemporanea commissionate a partire da documentazione dell'Archivio Pietro Pensa e poi anche dalla documentazione degli archivi comunali di Brivio, Primaluna e Taceno coinvolti nel progetto Vestire i paesaggi[30]. La prima opera realizzata è un'installazione di Rossella Biscotti realizzata con immagini del fondo fotografico[31]. Seguono poi interventi di Warburghiana, Invernomuto (a cura di Anna Daneri), Roberto Paci Dalò, Impossible Sites dans la rue con Giuditta Nelli, Salottobuono, Mao Fusina, Antonio Scarponi, Francesca Cogni e Donatello De Mattia.[32].

  • Rossella Biscotti

  •  
  • Salottobuono e Mao Fusina

  •  
  • Simply in a Box e Giuditta Nelli

  •  
  •  
  • Invernomuto

  •  
  •  
  • Antonio Scarponi

Cucina

Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina lombarda.

La cucina di Esino Lario è in particolare caratterizzata dalla patata bianca di Esino, una varietà della patata bianca comasca[33].

  • Ravioli di Sant’Antonio di Esino – sono ravioli preparati con una sfoglia di patata bianca e un ripieno di carne e formaggio addolcito dalla presenza dell'amaretto.

Altre ricette della cucina tradizionale sono a base di polenta, formaggio, uova, latte e castagne rappresentano variazioni sul tema della cucina dell'Alto Lario e delle montagne lombarde[34].

  • granei, sono una polenta gialla, mista a farina bianca, cotta da essere tempestata di gnocchetti e poi condita con burro fritto o annegata nel latte.
  • Il paradel è una specie di focaccia bassa o crêpe ottenuta con farina bianca, latte e uova, i più utilizzano solo farina e latte.
  • Il zenzinal è un pasticcio di polenta contenente formaggio fresco filante ( una palla di polenta con il nucleo di formaggio ) rosolato nel burro o riscaldato su sulla brace.
  • La miasciè è una sorta di torta di farina gialla impastata con latte acido e foglia di menta, poca frutta di stagione, che tradizionalmente veniva cotta tra due letti di brace con il test.
  • Il mesch è un pasticcio di poleta fredda a pezzi con patate lesse fredde tagliate e formaggio filante, mischiati e arrostiti nel burro.

Persone legate a Esino Lario

  • Don Giovanni Battista Rocca (Rovagnate 1891- Esino Lario 1965), cavaliere dell' Ordine della Corona d'Italia, parroco di Esino dal 1927 al 1965, patriota, umanista, scrittore, botanico, docente della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Como, fondatore nel 1936 della Scuola degli Arazzi di Esino Lario e nel 1947 del Museo delle Grigne.
  • Antonio Forni (Esino Inferiore 1829 - Milano 1895), terziario francescano, ricercatore e insegnate presso il Pio Istituto dei Poveri Sordomuti di Campagna, con il direttore mons. Giulio Tarra si dedicò esclusivamente ai sordomuti sul come istruirli ed educarli alla parola viva (metodo orale puro). Per anni fabricere di Santa Maria alla Fontana in Milano.
  • Sergio Cutò, commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana , imprenditore, sergente degli Alpini della Divisione Julia e reduce dal Fronte russo, scrittore, poeta e artista, cittadino onorario di Esino Lario, fondatore della ProEsino negli anni cinquanta del '900.
  • Leonardo Da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) è stato un pittore, ingegnere e scienziato italiano. Visitò le Grigne (Codice Atlantico, F 573 b)) in particolare la Ghiacciaia del Moncodeno nel territorio di Esino.
  • Beato Niccolò Stenone (Niels Stensen), naturalista, geologo, anatomista e vescovo cattolico danese. Visitò e studiò il fenomeno della Ghiacciaia del Moncodeno. Beatificato il 23 ottobre 1988 da Giovanni Paolo II, ricorrenza 5 dicembre..
  • José Nasazzi (1901-1968) calciatore uruguagiocampione del mondo nel 1930 ed olimpico nel 1924 e nel 1928 con la nazionale uruguayana di cui era tra l'altro il capitano. Il padre era originario di Esino Lario.
  • Mario Cermenati (1868-1924), politico, geologo. Studioso e frequentatore di Esino Lario.
  • Enrico Mino (-1977), Generale di Corpo d'Armata, Comandante dell'Arma dei Carabinieri, figlio del medico condotto nato e sepolto a Esino Lario.
  • Pietro Pensa (1906-1996), ingegnere, scrittore e amministratore pubblico. Sindaco di Esino Lario, tra le tante opere prodotte ha realizzato la strada Esino-Valsassina, la “Prealpina Orobica”, l’acquedotto di Esino e il Museo delle Grigne.
  • Pio XI, al secolo Ambrogio Damiano Achille Ratti ( Desio 1857- Città del Vaticano 1939), Papa dal 1922 fino alla morte, appassionato frequentatore del gruppo delle Grigne e per molti anni ospite della parrocchia di Esino Lario. Membro del Club Alpino Italiano.
  • Abate Antonio Stoppani (Lecco 1824- Milano 1891) sacerdote rosminiano, geologo, paleontologo e patriota. Avvia lo studio dei fossili di Esino Lario, trascorrendo lunghi periodi di ricerca nel comune.
  • Michele Vedani (1874-1969), scultore. Trascorre lunghi periodi estivi e realizza la Via Crucis di Esino Lario.
  • Mino Fiocchi (1893-1983), architetto, realizzò nel 1925 "Baita Minuccia" per l'amico scultore Michele Vedani, una fra le più belle residente alpine della zona.
  • Giuseppe Gilera (1887 - 1971), imprenditore italiano, fondatore dell'azienda motociclistica italiana Gilera, ospite di Esino per oltre mezzo secolo fece costruire Villa Gilera ed il Rifugio Cainallo.

Eventi

 
Narrare un monumento, TooA 2012.
  • Re Magi di Esino (gennaio). In prossimità dell’Epifania un corteo scende dell'alto del paese accompagnando i Tre Re Magi a cavallo per le vie. Questi portano doni e regali a tutti i bambini, sostano un poco al Castello di Re Erode e giungono al Presepe Vivente, per adorare il Bambino Gesù. Tutta la popolazione prende parte alla preparazione della manifestazione, che assorbe gran parte del periodo natalizio per la sua realizzazione. Vengono aperte antiche corti e riproposti allestimenti insieme alla degustazione dei piatti del territorio. L'evento è seguito da numerosi visitatori.
  • Sant’Antonio abate (17 gennaio). In occasione di Sant'Antonio, santo protettore di Esino Superiore viene celebrata la mattina a S.Messa solenne nella chiesa a lui dedicata e viene fatta la benedizione di animali e autoveicoli. I festeggiamenti proseguono nel pomeriggio in piazza Diaz, con l’incanto dei canestri, composti di salumi, formaggi e animali. Il piatto della tradizione sono i Ravioli di Sant’Antonio di Esino cucinati in famiglia e nei ristoranti locali.
  • Bjibjerè (Ultimo sabato di gennaio). Il termine dell’idioma locale è tradotto in Gibbiana e trova il suo perpetuarsi l’ultimo sabato di gennaio. L’antico rito del falò, di probabile origine celtica, un tempo era celebrato il giovedì, giorno in cui si credeva le streghe incontrassero il demonio. I giovani e gli uomini costruiscono un’altissima pira composta di rami, fascine, e vecchie cose di legno, sulla “Costa” che porta alla “Castello”. La sera, dopo la messa vigiliare, tutta la comunità, grandi e piccini, accorrono suonando campanacci e caratteristici corni pastorali, gridando a squarciagola davanti all’ardente falò sulla cui sommità trova la sua fine il “Gineer”. Gli esinesi, fin dalla notte dei tempi, scacciano in questo modo la miseria e l’inverno, in attesa della vicina primavera. La serata è allietata dalla degustazione di dolci casalinghi e caldo vino cotto.
  • Venerdì Santo. La sera del venerdì della Settimana Santa, prende luogo a Esino, una partecipata processione penitenziale, che parte dalla Chiesa Parrocchiale e percorrendo le vie dell’intero paese e dopo due soste nelle chiese sussidiarie a notte fonda vi fa ritorno. Preceduti dalla Croce, gli esinesi accompagnano il Signore Morto, portato a spalla dai giovani del paese, alla sola luce dei scilostri delle donne e di innumerevoli ceri accesi alle finestre delle case.
  • San Vittore Martire patrono di Esino. Santo di devozione ambrosiana la cui memoria cade il giorno 8 maggio. Il patrono San Vittore Martire, detto Mauritano, viene festeggiato solo religiosamente con una solenne funzione Eucaristica, nella quale al Gloria viene dato fuoco al Pallone dei martiri. Segue una curatissima processione che si snoda sul promontorio del “Castello”, in cui vengono portate le reliquie del santo e, a spalla, la sua statua lignea.
  • San Giovanni Battista. La chiesa sussidiaria del Battista in Esino Inferiore, nell’ultima domenica di giugno, viene ornata con paramenti sontuosi per l’esposizione delle reliquie di molti santi. Dopo la S.Messa celebrata sul sagrato prende inizio la solenne processione che accompagna il SS.Sacramento tra le vie dell’antico nucleo addobbate da decorazioni floreali, archi di maggiociondolo, candide e artistiche lenzuola, sotto le rosse zendaline e al riparo di un damascato baldacchino. Non possono mancare, nelle ore pomeridiane, i giochi e l’incanto dei canestri, che, con le note della banda cittadina, intrattengono abitanti e turisti, fino alla sera. È scontato ricordare che sulle tavole di tutte le famiglie vengono sevite ogni tipo di specialità e leccornie.
  • Festa del Monte Croce - Festa degli Alpini (luglio)
  • Tartifol Fest (settembre)

Geografia antropica

 
Esino Lario in inverno coperto di neve.

Il Comune di Esino Lario ha due frazioni.

  • Bigallo, a 850 m sul livello del mare e a 0,89 chilometri dal comune.
  • Ortanella, a 951 m sul livello del mare e a 2,27 chilometri dal comune.

Il comune ha inoltre una ricca toponomastica con numerose località, tra le quali:

  • Cainallo, a 1300 m sul livello del mare e a 4 chilometri dal comune.

Economia

Agricoltura

Storicamente la principale attività economica di Esino Lario è legata alla coltivazione dei boschi di faggio e carpine. Esino Lario faceva parte della squadra dei monti, il gruppo di comuni e territori delle Grigne che forniva carbone di legna per la produzione del ferro in Valsassina. La gestione dei boschi come bene comune è una peculiarità di Esino rispetto ai territori vicini;[35] i boschi ancora oggi appartengono al Comune e sono suddivisi per l'utilizzo tra i residenti e trasmessi parzialmente per diritto ereditario. La fine dell'attività estrattiva del minerale di ferro in Valsassina mise in crisi le attività legate alle carbonaie.

Turismo

Il turismo a Esino Lario nasce a fine Ottocento con l'Abate Stoppani e con i primi geologi interessati a esplorare i fossili delle Grigne. Diventa un'attività economica centrale del paese a partire dagli anni Sessanta in cui si diffonde la fama di Esino Lario "La Perla delle Grigne". Le villeggiature estive si animano fino a raggiungere 12.000 presenze negli anni Settanta e portando la necessità di gestire servizi che nei mesi di luglio e agosto superano la capacità delle infrastrutture. Proprio per rispondere al fabbisogno di acqua viene realizzato l'acquedotto dalla Valsassina e vengono avviati gli impianti di sciistici per incrementare il flusso turistico nel periodo invernale. Negli anni Novanta il turismo comincia a declinare. Si riducono le lunghe villeggiature estive e alberghi, ristoranti e attività commerciali collegate al turismo iniziano a chiudere. Le scarse precipitazioni nevose fanno chiudere gli impianti sciistici che proseguono con una sola pista per principianti e sono poi gestiti da un'associazione.

Infrastrutture e trasporti

 
La strada che collega Esino Lario a Parlasco durante la sua costruzione

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dalle seguenti strade provinciali:

  •  strada provinciale della Valsassina (via per Esino nel tratto fuori Esino Lario): collega Varenna e Perledo a Esino Lario per poi proseguire verso Parlasco e Cortenova e la Valsassina; nel tratto da Parlasco a Esino dedicata a Pietro Pensa.

Esino Lario non è direttamente servito da autostrade, strade statali, ferrovie o aeroporti.

Amministrazione

Elenco dei sindaci di Esino

 
Pietro Pensa, sindaco di Esino Lario dal 1956 al 1975
PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
    Giulio Nasazzi   Sindaco  
1956 1975 Pietro Pensa Lista Civica Stella Alpina Sindaco  
    Giuseppe Bertarini   Sindaco  
1980 1990 Carlo Maria Pensa Democrazia Cristiana Sindaco  
1990 1999 Giovanni Grosso Democrazia Cristiana Sindaco  
  2006 Costante Grassi Lista Civica Sindaco  
2009

2014

Giovanni Dell'Era Lista Civica Sindaco  
2014 in carica Aldo Panebianco   Commissario prefettizio  

Sport

Dal 2014 ogni anno si tiene la Esino Lario Skyrace, gara non competitiva di corsa in montagna dal tracciato di 23 km organizzata dalla Polisportiva di Esino Lario.

Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2014.
  2. ^ Comuni italiani: Esino Lario.
  3. ^ ValsassinaExpo.
  4. ^ I Geositi dell'Insubria - Moncodeno.
  5. ^ Regio Decreto n° 1648 del 12 agosto 1927, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 221 del 24 settembre 1927
  6. ^ 'Esino Lario in Guida d'Italia: Lombardia, nona edizione, Touring Club Italiano, Milano, 1987, p. 338; Alessandra Baretta, Parrocchia di San Vittore sec. XV - 1989 in Lombardiabeniculturali, 2007.
  7. ^ Alessandra Baretta, Parrocchia di San Vittore sec. XV - [1989], 04/01/2007, Scheda di LombardiaBeniCulturali http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/8114006/?view=toponimi&hid=5000153.
  8. ^ Alessandra Baretta, Confraternita del Santissimo Sacramento 1552 - sec. XVIII, 04/01/2007, Scheda di LombardiaBeniCulturali http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/8114252/. L'informazione fa riferimento a Visita Pozzobonelli, Pievi lacuali. Atti della visita pastorale dell'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli, ASDMi, Sez. X, Visite pastorali, Pievi lacuali, vol. 18, 1746.
  9. ^ Esino Lario in Guida d'Italia: Lombardia, nona edizione, Touring Club Italiano, Milano, 1987, p. 338.
  10. ^ Esino Lario in Guida d'Italia: Lombardia, nona edizione, Touring Club Italiano, Milano, 1987, p. 338.
  11. ^ Masso erratico vincolato dalla Soprintendenza della Lombardia
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Paolo Boncompagni, Percorso "Leggende a Esino Lario, documentazione realizzata all'interno dei progetti "Vestire i paesaggi" e "Ecomuseo delle Grigne a misura di bambino", Esino Lario, 2012.
  14. ^ Pietro Pensa, Il diavolo di casa nostra in Broletto, n. 13 (1988), pp. 12-21; Pietro Pensa, Folclore delle valli e delle rive del Lario in L'Ordine, 20.10.1978; Ricerca sul folklore delle grotte lombardeUna terrazza sul lario - blog.
  15. ^ Pietro Pensa, Il diavolo di casa nostra in Broletto, n. 13 (1988), pp. 12-21; Pietro Pensa, Folclore delle valli e delle rive del Lario in L'Ordine, 20.10.1978.
  16. ^ Pietro Pensa, Il diavolo di casa nostra in Broletto, n. 13 (1988), pp. 12-21; Pietro Pensa, Folclore delle valli e delle rive del Lario in L'Ordine, 20.10.1978; Pietro Pensa, Noi gente del Lario, Carocci, 1981, p. 18.
  17. ^ La segnaletica a misura di bambino realizzata da TooA Francesca Cogni e Donatello De Mattia per Ecomuseo delle Grigne e Vestire i paesaggi insieme alle documentazione su tutte le iniziative collegate è accessibile in alta risoluzione su Wikimedia Commons.
  18. ^ Cosa fare a Esino Lario. Anche con i bambini sul sito dell'Ecomuseo delle Grigne http://www.ecomuseodellegrigne.it. Presentazione del programma di iniziative di Ecomuseo delle Grigne a misura di bambino: Storie e cammini di mercanti, viandanti e banditi e di Il bosco e la cavra sbàgiola Etnografia, mestieri e folclore dellʼEcomuseo delle Grigne.
  19. ^ A Villa Clotilde hanno sede la collezione di farfalle italiane del museo e una teca di animali all'interno dell'opera d'arte di Roberto Paci Dalò.
  20. ^ Roberto Paci Dalò, Animagus, 2012, installazione audio permanente; fotografie di Impossible Sites dans la rue e Giuditta Nelli, due fotografie di Rossella Biscotti, due tavoli Esino è un paese in discesa di TooA Francesca Cogni e Donatello De Mattia e una tela di Fiorenzo Bertarini.
  21. ^ Sito dell'Archivio Pietro Pensa http://archivio.pietro.pensa.it. Molti documenti dell'archivio sono caricati in alta risoluzione e accessibili su Wikimedia Commons
  22. ^ Sito dell'Archivio Digitale Pietro Pensa e Centro di documentazione e informazione dell'Ecomuseo delle Grigne http://pietro.pensa.it. Tutta la documentazione dell'archivio ha una licenza Creative Commons attribuzione condividi allo stesso modo.
  23. ^ Sito del Museo delle Grigne http://museodellegrigne.it.
  24. ^ Valerio Ricciardelli, La figura e le opere di don Giovanni Battista Rocca Parroco di Esino dal 1927 al 1965 in "Quaderni di storia esinese", Esino Lario, 09/08/2010, pp. 17-18.
  25. ^ Elenco sistemi museali della Regione Lombardia, sito visitato 12/11/2012.
  26. ^ Sito dell'Ecomuseo delle Grigne http://www.ecomuseodellegrigne.it.
  27. ^ Il programma riceve già nel 2010 il premio FamigliaLavoro di Regione Lombardia e dell'Università Cattolica di Milano, e produce laboratori, itinerari e una segnaletica per indicare i servizi disponibili a misura di bambino.
  28. ^ Dedicate a Giovanni Battista Rocca nel 2010.
  29. ^ Valerio Ricciardelli, La figura e le opere di don Giovanni Battista Rocca Parroco di Esino dal 1927 al 1965 in "Quaderni di storia esinese", Esino Lario, 09/08/2010, p. 18.
  30. ^ Documentazione completa del Progetto Vestire i paesaggi (2009-2011). Tutte le opere realizzate sono commissionate sotto la direzione artistica di Iolanda Pensa.
  31. ^ Elena Del Drago, Radio Tre.
  32. ^ Elena Del Drago, Guida ai luoghi dell'arte contemporanea, Mondadori Electa S.p.A., Milano, 2009, p. 42 (Archivio Storico Pietro Pensa - Villa Clotilde).
  33. ^ Patata Bianca di Esino http://www.patatabiancadiesino.it.
  34. ^ Pietro Pensa, Zenzinal, polenta uncia, miasce: quante variazioni su un unico temain "L'Ordine", 03/08/1979; Pietro Pensa, Altro che le moderne cure dimagranti: nel "menu" polenta e ancora polenta in "L'Ordine", 27/07/1979.
  35. ^ Lombardia beni culturali

Bibliografia

  • Documenti dell'Archivio Pietro Pensa CC-BY-SA documentazione su Esino Lario e il Bacino dell'Adda
  • Esino Lario in Guida d'Italia: Lombardia, nona edizione, Touring Club Italiano, Milano, 1987, p. 338.
  • Pietro PensaFolclore e storia di un paese della nostra montagna: le origini in "Rivista di Lecco", anno XVI (1957), n. 6, pp. 7-10.
  • Pietro PensaStoria di un paese della nostra montagna in "Rivista di Lecco", anno XVII (1958), n. 1-2, pp. 33-35.
  • Pietro PensaStoria del territorio di Esino Lario in Il Museo delle Grigne di Esino Lario, 1956. Testi redatti per i pannelli del Museo delle Grigne con trascrizione a cura di Patrizia Barindelli, Esino Lario, 2009.
  • Gianclaudio Ferraroli, L’Origine della Val d’Esino, Editore Cattaneo Paolo Grafiche Lecco, 2002.
  • Don Battista Rocca, Il Castello d'Esino Lario, stampa anastatica, 1932. Ristampato e allegato a Gianclaudio Ferraroli, L’Origine della Val d’Esino, Editore Cattaneo Paolo Grafiche Lecco, 2002.
  • La parrocchia di Esino nel Venticinquennio 1927-1952 (dalle note d'archivio), Tipografia Orfanotrofio, Lecco, 1952.
  • Antonio StoppaniPaléontologie Lombarde ou description des fossiles de Lombardie publie a l'aide de plusieurs savants par l'abbé Antonio Stoppani. I série: Les pétrifications d'Esino ou description des fossiles appartenant au dépôt triaque supérieur des environs d'Esino en Lombardie. Divises en quatre monographies comprenant les gastéropodes, les acéphales, les brachiopodes, les céphalopodes, les crionides, les zoophytes et les amorphozoaires, avec une carte géologique et les figurer d'espèces lithographiées d'après le nature, Milano, Imprimeries de Joseph Bernardoni, 1858-60.